lunedì 25 febbraio 2013

Capitolo cacca

Capitolo caccaPer quanto incredibile possa sembrare, quando si ha un bimbo, ‘dettagli’ come colore, frequenza e consistenza assumono, tutt’a un tratto, un’importanza fondamentale. Apprensione materna? Non solo: è provato, infatti, che la regolarità con cui il suo intestino lavora e l’aspetto delle sue feci forniscono preziose informazioni sullo stato di salute del bambino.

L’evacuazione

L’aspetto e la frequenza delle evacuazioni variano notevolmente secondo l’età del bambino e il tipo di alimentazione.
- Nei primi 2-3 giorni di vita il neonato presenta delle evacuazioni che non sono feci vere e proprie. Si tratta del meconio, composto da un materiale vischioso verde-nerastro che contiene liquido amniotico, bile, cellule e secrezioni intestinali.
- Quando il bambino comincia a nutrirsi di latte il meconio viene sostituito dalle cosiddette feci di transizione. Di colore giallo-verdastro sono composte da meconio misto a residui alimentari.
- Dopo la prima settimana di vita: iniziano a comparire quelle che vengono chiamate feci da latte, nelle quali si possono rinvenire grumi di latte dovuti a coaguli di caseina. Queste feci, a differenza del meconio, contengono un gran numero di batteri. Le loro caratteristiche sono diverse secondo il tipo di alimentazione del bambino.
- Nelle prime 2 settimane: le scariche sono molto frequenti e avvengono in genere a ogni pasto.




Il bambino allattato al seno
Le feci sono di colore giallo oro, cremose con grumi chiari e odore acido. Il piccolo si scarica in media 2-4 volte al giorno e non soffre mai di stitichezza. Se ha la diarrea, bisogna verificare che non si tratti di un’infezione. Anche i lassativi ingeriti dalla mamma possono causare la formazione di feci liquide nel bambino.

Il bambino allattato artificialmente
Le feci sono di colore variabile, tra il giallo pallido e il bruno chiaro. Rispetto alle feci del bambino allattato al seno sono più asciutte e hanno un odore più intenso. Si scarica meno frequentemente e a volte produce feci così dure da venire espulse con difficoltà.

Il bambino svezzato
Quando, con lo svezzamento, comincia a mangiare le prime pappe vegetali, le feci assumono una colorazione verdastra. Con l’arricchirsi della sua alimentazione diventano più consistenti. Intorno ai 2 anni saranno completamente simili a quelle di un adulto. Il bambino si scarica in media una volta al giorno.

Le situazioni critiche
Tutte le situazioni che possono provocare un’alterazione della consistenza delle feci predispongono il bambino alla dermatite. Le più comuni? Eccole.
• La dentizione: è spesso causa di scariche frequenti e dalla consistenza molto liquida.
• Le infezioni intestinali: sono disturbi che provocano ripetuti episodi di diarrea. In questi casi è bene aumentare il numero dei cambi in modo da limitare il ristagno di feci e pipì sulla pelle.

Il cambio del pannolino

Il cambio del pannolinoPrimo passo: sollevarlo nel modo giusto!

I gesti bruschi o improvvisi lo allarmano. È bene quindi prenderlo in braccio con delicatezza.
• Non sollevatelo prima di avergli fatto notare la vostra presenza, parlandogli o toccandolo, e comunque, quando lo muovete, date ai suoi muscoli il tempo di adattarsi alle varie sollecitazioni che sta per incontrare.
• Quando lo sollevate dalla culla, disponete le mani e le braccia intorno a lui mentre è ancora sdraiato, facendo passare una mano sotto la testa e l’altra sotto il sederino.
• In particolare, fate attenzione che busto e collo siano ben sostenuti.
• Se dovete sollevarlo dalla posizione prona, infilategli una mano tra le gambe fino ad appoggiare il palmo sul suo petto. Ponete quindi delicatamente l’altra mano sotto la sua guancia e sorreggetegli la testa, facendo attenzione a mantenerla sullo stesso piano del corpo. Quindi, alzatelo lentamente, girandolo con delicatezza verso il vostro petto.
• Quando lo mettete giù, aspettate che si senta sicuro sul materasso prima di lasciarlo.

Il moncone ombelicale

Il moncone ombelicaleAd alcune mamme può fare impressione, ad altre creare preoccupazione il pensiero di fare male al piccolo. A rassicurare queste ultime basti sapere che, durante la medicazione del moncone ombelicale il bimbo non sente dolore. Se piange è a causa della sensazione di freddo che il disinfettante lascia a fior di pelle (l’alcool, in particolare, evaporando raffredda la parte). Mentre le mamme più impressionabili... si rassegnino! La medicazione è necessaria a evitare infezioni e a favorire la cicatrizzazione dell’ombelico.
Ecco come procedere:

- Innanzi tutto, procurandosi un disinfettante. Medici e ostetriche suggeriscono di utilizzare alcol a 60 gradi, acqua ossigenata a 12 volumi, mercuro-cromo o prodotti similari. La scelta è individuale e comunque valida.

- Dopo avere imbevuto una garza sterile del prodotto scelto, la si picchietta con estrema delicatezza alla base del moncone ombelicale; quindi la si asciuga con mano altrettanto leggera, adoperando un’altra garza sterile.

- In alcune strutture ospedaliere si consiglia l’uso di polveri o pomate cicatrizzanti, per accelerare il disseccamento e la caduta del moncone ombelicale. Si tratta di prodotti innocui, naturalmente, ma è comunque consigliabile non ricorrervi di propria iniziativa se il personale ospedaliero non vi ha fatto cenno. Prima, meglio chiedere il parere di un pediatra.

- Al termine della detersione, si avvolge il moncone ombelicale in una garza sterile e si protegge la medicazione con una reticella elastica tubolare da posizionare attorno alla vita del bambino.

Giorno dopo giorno, il moncone si secca e cambia colore, diventando duro e nerastro. È possibile, a questo punto, che dal moncone fuoriescano piccole quantità di una sostanza giallastra e cremosa, simile al pus. Nienta paura: si tratta di un processo fisiologico, assolutamente normale, così come è normale che il distacco completo avvenga con qualche goccia di sangue. Alcuni medici (e con loro anche diverse ostetriche) sconsigliano di fare il bagnetto al bimbo prima che il moncone ombelicale sia caduto e che l’ombelico si sia cicatrizzato; altri la ritengono un’inutile precauzione. Nel dubbio, il consiglio è rivolgersi al proprio pediatra e valutare assieme a lui la soluzione più adatta al bimbo.

La toilette quotidiana del tuo bambino

La toilette quotidiana del tuo bambino
Igiene sì, ma senza esagerare! Eccedere con bagnetti e spugnature, infatti, può determinare un abbassamento delle difese immunitarie, specialmente se il bimbo è molto piccolo. Per il resto, ecco quali accorgimenti seguire, in base all’età del piccolo.

La ‘sua’ toilette
Oltre a essere importante dal punto di vista igienico, la toilette quotidiana è per il bambino un momento di coccole e intimità con la persona che se ne prende cura. Perchè entrambi ne godano, quindi, il consiglio è svolgere le operazioni di routine in un clima di serenità e senza fretta.

L’occorrente per la cura del bambino
• Dischetti di cotone;
• un pacco di cotone;
• salviettine detergenti per bambini;
• fialette di soluzione fisiologica (si trovano in farmacia);
• olio gomenolato (si trova in farmacia);
• latte detergente per bambini;
• garze;
• burro di cacao bianco;
• crema emolliente per bambini;
• spugnetta naturale;
• olio per bambini;
• spazzola morbida;
• acqua di colonia per bambini, senza alcool;
• asciugamano morbido.

Il viso:
• Occorrente: dischetti di cotone inumidito di acqua tiepida; crema emolliente per bambini. Meglio evitare i saponi, che possono irritare la pelle.
• È sufficiente tamponare il viso del bebè con un dischetto di cotone inumidito con acqua tiepida.
• Se il piccolo ha le guance arrossate e irritate, stendete un velo di crema emolliente su guance, fronte e naso e massaggiate con leggeri movimenti rotatori dei polpastrelli.

Gli occhi:
• Occorrente: dischetti o salviettine di cotone imbevuti di acqua tiepida o di soluzione fisiologica.
• Passate delicatamente il dischetto o la salviettina su ciascun occhio, partendo dall’angolo interno e procedendo verso l’esterno. Per evitare la trasmissione di eventuali infezioni, è importante ricordarsi di cambiare il dischetto o la salviettina dopo aver trattato ogni occhio.

Mette tutto in bocca

Mette tutto in bocca? E' un modo per scoprire ed esplorare. I consigli per evitare avvelenamenti e intossicazioni

Tutto in bocca


E' il modo con cui il bambino esplora il mondo, un atteggiamento curioso che è un importante indicatore d’intelligenza. E' bene però "avere mille occhi" e prestare molta attenzione per evitare che il bambino inghiotta qualcosa o che porti alla bocca una miriade di germi.

Chiusura delle fontanelle

La chiusura delle fontanelle: tutto ciò che devi sapere

Quando nasce


Alla nascita, le ossa del cranio non sono ancora completamente saldate. Questa caratteristica permette alla testolina del bebè di passare dallo stretto canale del parto. E consente alle ossa di essere abbastanza elastiche da adattarsi alla progressiva crescita del cervello del bimbo.
 La chiusura delle fontanelle: tutto ciò che devi sapere

Fontanelle


La “fontanella” è proprio lo spazio compreso tra le ossa non ancora saldate, che si presenta come una membrana fibrosa. Le fontanelle principali sono due e si trovano sulla linea immaginaria che divide la testa in due metà (dalla fronte alla nuca).
 La chiusura delle fontanelle: tutto ciò che devi sapere

Anteriore e posteriore


La fontanella “anteriore” ha la forma di un rombo ed è la più facile da localizzare, sia perché è sulla sommità del capo sia perché ha una larghezza di circa 3-4 cm.
L’altra fontanella, detta “posteriore” perché si trova vicino alla nuca, a causa delle sue dimensioni modeste è difficile da individuare. Ci sono, poi, altre quattro minuscole fontanelle, che quasi sempre non sono avvertibili al tatto.
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Cosa devi sapere


Le fontanelle iniziano a chiudersi a partire dalla 6ª settimana. Di solito, la posteriore e le laterali scompaiono del tutto entro il mese e mezzo d’età, mentre la più grande può chiudersi anche verso i 17 mesi.
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Al tatto..


Non bisogna quindi preoccuparsi se si continua ad avvertire al tatto la sua presenza anche dopo i 12-16 mesi.
Le fontanelle si posso tranquillamente toccare e la mamma può lavare senza problemi la testolina del bambino. È bene, però, non esercitare una pressione troppo intensa.
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Non trascurare


La fontanella anteriore può fornire preziose informazioni sulla salute del bambino. Se all’improvviso appare infossata, il piccolo potrebbe aver bisogno di assumere una maggiore quantità di liquidi, come accade quando fa molto caldo o il bebè ha la febbre.
Una fontanella che, al tatto, appare tesa e rigida (di norma è morbida) potrebbe invece essere il segnale di un problema a carico della testa: il pediatra valuterà, quindi, l’opportunità di effettuare controlli più approfonditi.

Fonte: Speciale 0-14 anni di Io e il mio Bambino

Vitamina D al neonato : si o no

Vitamina D al neonato: sì o no?

Vitamina D


La somministrazione di vitamina D nei primi mesi di vita è ancora controversa.
Ci sono, infatti, specialisti che sostengono sia consigliabile per tutti gli allattati al seno; altri che ritengono non ce ne sia bisogno, se non in casi selezionati, dove cioè esiste il reale rischio che le ossa del bebè non si sviluppino in modo corretto.