Latte materno
Il latte materno rappresenta il nutrimento ideale per il neonato: le sue caratteristiche, in termini di composizione e variabilità nel corso delle diverse fasi di crescita e durante la stessa poppata, lo rendono unico e irriproducibile. Fornisce tutti gli elementi nutritivi necessari, suddivisi nelle corrette proporzioni, come alcuni acidi grassi polinsaturi, proteine e ferro assimilabile". Inoltre, contiene sostanze bioattive e immunologiche, che sono fondamentali sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni, batteriche o virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale.
"Il latte materno è inoltre il primo strumento e il primo alimento in grado di prevenire patologie quali il sovrappeso e l’obesità, grazie alla sua composizione nutrizionale, alla presenza di sostanze protettive e all’abitudine a sapori differenziati trasferiti dal cibo assunto dalla mamma al latte", spiega Francesca Merzagora, presidente O.N.Da, in occasione del Mese dalla Nutrizione Infantile.
Indicazioni
È per questo che tutti i bambini dovrebbero essere esclusivamente allattati al seno per i primi sei mesi di vita (26 settimane).
Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro Ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.
Utile alla mamma
Per la madre l’allattamento al seno ha delle ricadute positive:
•quanto più comincia precocemente, tanto più accelera la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero, riducendo il rischio di emorragie e mortalità;
•riduce le perdite ematiche, contribuendo così a mantenere il bilancio del ferro;
•prolunga il periodo d’infertilità post parto;
•favorisce la perdita di peso e il recupero del peso forma;
•riduce il rischio di cancro della mammella prima della menopausa, poiché consente alla ghiandola mammaria di completare la sua maturazione e quindi di essere più resistente a eventuali trasformazioni neoplastiche;
•secondo alcuni studi, potrebbe contribuire a ridurre il rischio di cancro dell’ovaio e di osteoporosi.
Utile al bebè
È ormai condiviso a livello internazionale che l’allattamento al seno:
•riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti;
•protegge dalle infezioni respiratorie;
•riduce il rischio di sviluppare allergie;
•riduce il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità;
•migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio;
•migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni.
Contatto
L’allattamento al seno soddisfa efficacemente non solo le esigenze nutrizionali, ma anche i bisogni emotivo-psicologici del neonato: da subito crea un’intesa, che rafforza il legame affettivo, influenzando positivamente lo sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Attaccato al seno, il bimbo sente il calore e l’odore della pelle materna e si rilassa. La mamma riceve stimolazioni neurosensoriali, percepisce una sensazione di benessere e si sente gratificata.
Il latte materno, dunque, oltre ad essere un alimento perfetto, per la sua formula unica e irriproducibile, mutevole nel tempo, consente di consolidare il legame di dipendenza affettiva tra la mamma e il suo bambino attraverso un linguaggio di comunicazione intima basata sul reciproco scambio di sensazioni psico-fisiche, emozioni, amore e coccole.
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