Oltre a un mix di nutrienti ad hoc, il latte materno ha un effetto
protettivo contro le malattie infettive (e non solo). Anche in questo
caso il meccanismo è complesso, risultato dell’azione di molecole che modulano l’attività del sistema immunitario:
a volte stimolandolo (quando combatte le infezioni), altre contenendolo
(quando serve evitare reazioni esagerate, come quelle allergiche o
autoimmuni).
Una ricerca sta studiando l’alta concentrazione di oltre 100 tipi diversi di oligosaccaridi del latte umano
(human milk oligosaccharides, HMO). “Si tratta di carboidrati complessi
non coniugati, diversi da quelli aggiunti nel latte artificiale, che
hanno importanti interazioni con il sistema immunitario", ha spiegato
Lars Bode, della University of California. “Si pensa possano avere un
ruolo protettivo anche nei confronti della NEC, l’enterocolite
necrotizzante che colpisce il 5-10% dei bambini pretermine nati con un
peso molto basso, e del virus dell’HIV che potrebbe essere bloccato da
loro, evitando il contagio del bambino”. Ma il latte umano è ricco di
molti altri agenti antinfettivi: in primis gli anticorpi materni (passati immediatamente al bambino) e poi proteine come la lattoferrina
(che sottrae ferro ai batteri, riducendo le infezioni dei nati
pretermine dal 20 al 6%) o il lisozima, oltre a decine di altre
molecole.
Altre proteine del latte materno hanno anche capacità antitumorali. L’ultima è stata scoperta dall’équipe di Riccardo Davanzo ,
presso l’Istituto materno infantile Burlo Garofolo di Trieste.
“L’abbiamo trovata nel latte di una nostra ricercatrice e lo studio che
ne è seguito su 55 donne ne ha confermato la presenza in notevoli
quantità”, spiega Davanzo. “Si chiama TRAIL e può indurre la morte delle cellule tumorali. Ma non è la prima: già da 10 anni è stata identificata HAMLET, anch’essa in grado di neutralizzare le cellule tumorali”.
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