lunedì 25 febbraio 2013

Svezzamento e allergia

Svezzamento e allergiaLa fase dello svezzamento è particolarmente delicata per i bambini a rischio di sviluppare allergia (in quanto figli di genitori allergici). Introdurre nuovi alimenti solidi uno alla volta, a distanza di qualche giorno, è utile proprio per capire se i piccoli sono intolleranti a qualche sostanza.

Il problema, oggi, è molto sentito, visto il boom di malattie allergiche: in Italia ne soffre il 30% della popolazione e spesso ad essere colpiti sono bimbi e adolescenti. Per aiutare i genitori a riconoscere, trattare e prevenire le malattie causate da allergia gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù insieme a Federasma hanno elaborato una semplice guida: il decalogo per la cura del bambino allergico, che contiene importanti suggerimenti per gli adulti e i bambini, affinché riescano facilmente a gestire i disturbi allergici.

Giovanni Cavagni, allergologo del Dipartimento di Medicina Pediatrica Ospedale Bambino Gesù, ci ha spiegato come devono regolarsi i genitori di bimbi a rischio durante lo svezzamento e successivamente.


È possibile prevenire le allergie?
Si possono prevedere ma non prevenire: i figli di genitori allergici hanno un rischio elevato di soffrirne (se entrambi ne sono colpiti il rischio sale all’80%) anche se non si può stabilire quando e a che cosa, finché non si sono rese manifeste con i sintomi più tipici (orticaria, rinite, asma, vomito, diarrea, eccetera). L’unica documentata forma di prevenzione è evitare rigorosamente il contatto col fumo di tabacco (in gravidanza, durante l’allattamento e negli ambienti chiusi) perché ne favorisce la comparsa.

Il rispetto del calendario dello svezzamento è importante in funzione preventiva contro le allergie?
Anche il bambino a rischio allergico ha diritto di seguire il calendario dello svezzamento analogo a quello dei lattanti non a rischio. Sino a che non compaiono sintomi sospetti di allergia alimentare il bambino, anche se a rischio, va considerato sano!

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