Ecco come procedere:
- Innanzi tutto, procurandosi un disinfettante. Medici e ostetriche suggeriscono di utilizzare alcol a 60 gradi, acqua ossigenata a 12 volumi, mercuro-cromo o prodotti similari. La scelta è individuale e comunque valida.
- Dopo avere imbevuto una garza sterile del prodotto scelto, la si picchietta con estrema delicatezza alla base del moncone ombelicale; quindi la si asciuga con mano altrettanto leggera, adoperando un’altra garza sterile.
- In alcune strutture ospedaliere si consiglia l’uso di polveri o pomate cicatrizzanti, per accelerare il disseccamento e la caduta del moncone ombelicale. Si tratta di prodotti innocui, naturalmente, ma è comunque consigliabile non ricorrervi di propria iniziativa se il personale ospedaliero non vi ha fatto cenno. Prima, meglio chiedere il parere di un pediatra.
- Al termine della detersione, si avvolge il moncone ombelicale in una garza sterile e si protegge la medicazione con una reticella elastica tubolare da posizionare attorno alla vita del bambino.
Giorno dopo giorno, il moncone si secca e cambia colore, diventando duro e nerastro. È possibile, a questo punto, che dal moncone fuoriescano piccole quantità di una sostanza giallastra e cremosa, simile al pus. Nienta paura: si tratta di un processo fisiologico, assolutamente normale, così come è normale che il distacco completo avvenga con qualche goccia di sangue. Alcuni medici (e con loro anche diverse ostetriche) sconsigliano di fare il bagnetto al bimbo prima che il moncone ombelicale sia caduto e che l’ombelico si sia cicatrizzato; altri la ritengono un’inutile precauzione. Nel dubbio, il consiglio è rivolgersi al proprio pediatra e valutare assieme a lui la soluzione più adatta al bimbo.
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