lunedì 25 febbraio 2013

Svezzamento

SvezzamentoQual è l’età ‘giusta’ per cominciare lo svezzamento? Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suggeriscono di proseguire l’allattamento esclusivo al seno fino a tutto il 6° mese di vita. Poi, il latte materno potrà essere accostato alle prime pappe, con la necessaria gradualità. “La sua composizione, perfetta per le esigenze nutrizionali del piccolo, e la sua digeribilità ne fanno l’alimento ideale per i primi mesi”, sottolinea Riccardo Davanzo, neonatologo presso il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste. “I benefici delle poppate al seno sono numerosi sia per la salute del bebè che si giova di effetti protettivi a breve e a lungo termine per varie patologie, come obesità, diabete e ipertensione, sia per la mamma che gode di un maggior benessere psicofisico e vede diminuire il rischio di sviluppare in futuro un tumore al seno”.

Il latte materno è un alimento completo
Nel corso del secondo trimestre d’allattamento, può accadere però che la madre abbia qualche dubbio sull’opportunità di proseguire. Il più diffuso? Che il suo latte non riesca più a coprire il fabbisogno nutrizionale del bambino.


- “Questo timore è infondato”, spiega Davanzo. “La composizione dell’alimento materno presenta una concentrazione di grassi, proteine e zuccheri ideale per il piccolo ed è in grado di garantirgli un’alimentazione sufficiente anche in questa fase dello sviluppo”.

- Inoltre, il fatto che il bambino ‘cresca meno’ è fisiologico. “Non ci si può certo aspettare l’aumento ponderale delle prime settimane di vita. Come attestano i parametri di crescita, che individuano la normalità in una fascia delimitata da valori minimi e massimi, è senz’altro accettabile che l’incremento di peso, nel secondo trimestre, arrivi quasi a dimezzarsi: se nei primi tre mesi il bebè cresce mediamente di 170 grammi a settimana, dal quarto l’aumento di peso è di circa 90 grammi, mentre dal sesto si stabilizza in genere intorno ai 50.

- L’importante è che il piccolo cresca con regolarità e non si verifichino arresti. Il peso, poi, non va mai valutato come parametro a sé, ma correlato alla lunghezza”.

È pronto per la pappa?
Tenendo conto di queste premesse, osservare il bambino è il modo migliore per decidere i ‘suoi’ tempi di svezzamento.

- “Certi segnali fisici, ma anche le sue esigenze psicologiche e affettive, sono fondamentali per capire se è davvero pronto ad affrontare un nuovo modo di alimentarsi”, osserva l’ostetrica Sabina Pastura dell’Associazione ‘La lunanuova’ di Milano. “Ad esempio, l’interesse verso il cibo dei grandi: mentre i genitori cenano, infatti, il bimbo comincia a imitarli. Ciò non significa che abbia fame, ma che desidera condividere questo momento. Anche il fatto che sia in grado di stare seduto indica una certa maturità: per deglutire alimenti non liquidi, è indispensabile che ci sia una certa capacità di postura. Pure la comparsa del primo dentino può rappresentare un segnale indiretto della disponibilità del corpo a un cambiamento dell’alimentazione. Si badi bene, però, che la dentizione si verifica in tempi molto variabili, con casi di esordio precoce o - al contrario - tardivo”.

- In base a questi indizi, la madre può anche provare a introdurre qualche novità nella dieta del piccolo prima del compimento del sesto mese. “In ogni caso, consiglio di non offrire nuovi alimenti prima del quarto mese, per non perdere il beneficio di salute dell’esclusività dell’allattamento al seno”, aggiunge Davanzo.

Nessun commento:

Posta un commento