lunedì 25 febbraio 2013
L igiene del biberon
Tutto quello che serve per l’allattamento artificiale o che comunque viene in contatto con la bocca del neonato deve essere rigorosamente sterilizzato. Fino a tre mesi di vita, infatti, il lattante non è in grado di difendersi completamente dai germi. Inoltre nel latte i microbi si sviluppano con particolare facilità.
• Alla fine della poppata, biberon e tettarelle vanno detersi accuratamente. Gli accessori vanno lavati con acqua calda e detersivo per i piatti, quindi risciacquati con molta attenzione sotto abbondante acqua corrente, in modo che non resti alcuna traccia di detersivo.
• Se il bambino non dovesse finire il biberon, è consigliabile buttare il latte avanzato.
• Per facilitare le operazioni di pulizia, è meglio utilizzare uno scovolino con cui detergere le parti più difficilmente raggiungibili, come il collo e il fondo del biberon o la parte interna della tettarella, dove possono trovarsi con più facilità i batteri.
• Solo quando biberon e tettarella sono accuratamente lavati e sciacquati si deve procedere alla sterilizzazione che, lo ricordiamo, almeno fino ai 3 mesi è assolutamente indispensabile. La sterilizzazione può essere effettuata in modi diversi, sia a caldo che a freddo.
Come preparare il biberon
• Per diluire il latte in polvere, usate acqua minerale non gassata (oligominerale naturale in bottiglia di vetro). Può andar bene anche l’acqua di rubinetto, a patto che provenga da zone di montagna o di alta collina non fortemente industrializzate. In tal caso, fatela bollire e lasciatela raffreddare. L’acqua più adatta deve avere un modesto contenuto di sali minerali, che in dosi eccessive potrebbero alterare le proprietà del latte artificiale. Inoltre, le acque oligominerali sono più adatte alle capacità, ancora limitate, dei reni del bambino.
• Togliete il biberon dallo sterilizzatore con l’aiuto di una pinza e riempitelo con l’acqua sterilizzata (quella minerale o quella ottenuta con la bollitura).
• Aggiungete il latte in polvere, rispettando le dosi suggerite dal pediatra. La quantità ottimale è un misurino ogni 30 grammi di acqua. Per offrire al bambino una formula perfettamente equilibrata è molto importante essere precisi nelle dosi; conviene quindi versare una quantità d’acqua che richieda un numero di misurini interi, anche se in tal modo si prepara più latte del necessario. I misurini devono essere pieni e rasi, non colmi. La polvere non va compressa e l’eccedenza va eliminata con il manico di un altro misurino o con la lama di un coltello, entrambi puliti e perfettamente asciutti.
• Chiudete ermeticamente il biberon con la ghiera e agitate bene per 15 secondi, in modo da sciogliere la polvere ed evitare la formazione di grumi.
Il latte liquido: versate il latte direttamente nel biberon e scaldatelo.
allattare artificialmente cosa occorre
Se per l’allattamento al seno provvede la natura, per allattare artificialmente sono necessari biberon e tettarelle, ma anche una serie di attrezzature per la loro pulizia e igiene.
- 2 biberon graduati da 250 ml, di vetro o di plastica.
- 2 dischetti per la chiusura ermetica del biberon;
- 2 tettarelle che si adattano alla bocca del lattante (in genere sono vendute già bucate; in caso contrario, si possono forare con un ago rovente o con l’apposito foratettarelle);
- 2 anelli a vite (ghiere) per fissare la tettarella al biberon;
- 2 coperchi per proteggere la tettarella;
- 2 scovolini di dimensioni diverse per pulire biberon e tettarelle dai residui di latte.
... e quella utile
- uno scaldabiberon elettrico;
- un biberon termico (è in grado di mantenere la temperatura del latte per alcune ore);
- un numero di biberon sufficiente a coprire i pasti dell’intera giornata. In tal modo si possono preparare tutti i biberon in una volta sola, la mattina o la sera, e conservarli in frigorifero (ma per non più di 24 ore);
- alcuni biberon a perdere (sono già sterilizzati e pronti all’uso).
Come allattare con il biberon
• Con un braccio circondate il piccolo e con l’altro tenete il biberon. Se necessario, adagiate il piccolo su un cuscino per rialzarlo un po’ e facilitarvi i movimenti. Accostate il bambino al busto, ma non stringetelo. E fate in modo che la sua testa sia sempre più sollevata rispetto al resto del corpo: questa inclinazione è molto importante perché gli permette di deglutire meglio.
• A volte, all’inizio, il bebè ha bisogno di un segnale di ‘via’. Stimolatelo ad aprire la bocca e a prendere il biberon, sfiorandogli delicatamente la guancia (quella dalla vostra parte) con un dito o con la punta stessa della tettarella. Il tocco gentile vicino alla bocca dovrebbe convincerlo a succhiare, ma se non si decidesse, lasciate che alcune gocce di formula bagnino la tettarella e avvicinatela alle sue labbra, per fargli assaggiare il sapore del latte.
• Affinché il bambino succhi senza intoppi e per garantire un flusso continuo di latte, senza aria, occorre tenere il biberon in modo appropriato.
• Il biberon deve essere inclinato in modo che la tettarella entri completamente nella bocca del bambino e sia sempre piena di latte. In pratica, l’inclinazione della bottiglia dovrebbe formare un angolo di 45 gradi rispetto al piccolo. Se l’inclinazione è maggiore (cioè se la bottiglia è più vicina al corpo del bambino), c’è il rischio che la tettarella si riempia di aria, oltre che di latte, creando disagi (soprattutto mal di pancia) al piccolo. La presa del biberon deve essere salda, altrimenti il bambino non riesce a succhiare perché la tettarella gli scivola dalla bocca.
• Se la tettarella si svuota e si flette, c’è il rischio che il flusso di latte si interrompa del tutto. In questo caso estraete gentilmente il biberon dalla bocca del bebè, in modo che l’aria rifluisca nella bottiglia. Riprendete allora la poppata, tenendo ben sollevato il fondo della bottiglia.
Allattamento artificiale come alternativa al seno
Il latte formulato
Quando non è possibile allattare il piccolo al seno, o si sceglie di non farlo, il latte in formula, artificiale o formulato è l’alimento che si avvicina maggiormente al latte materno. Lo si ottiene dal latte vaccino, che viene modificato in modo da avere una composizione simile a quella del latte materno. Questo, infatti, è un alimento completo altamente digeribile che contiene tutte le sostanze necessarie al bebè nei primi sei mesi di vita.
Latte artificiale: come si ottiene
Per renderlo assimilabile dal bambino, il latte vaccino che costituisce la base del latte formulato viene sottoposto a procedimenti complessi.
• I grassi sono sostituiti parzialmente con oli vegetali o, in alcuni tipi di latte artificiale, con acidi grassi polinsaturi Omega-3 e Omega-6, utili per proteggere il sistema nervoso e cardiovascolare.
• Il siero del latte viene demineralizzato per abbassare il contenuto di sali minerali.
• La caseina viene miscelata con siero di latte demineralizzato, ricco di sieroproteine, per arrivare a una percentuale di proteine simile a quella del latte materno.
• Si aggiunge del lattosio, lo zucchero del latte.
In polvere o liquido? Il latte formulato si trova pronto per l’uso, sia in polvere sia liquido. Il latte liquido non è realizzato con latte in polvere già diluito e pronto all’uso, ma è ottenuto con un procedimento affine a quello del latte in polvere. I due tipi hanno le stesse caratteristiche nutrizionali. Il latte liquido offre il vantaggio della praticità, ma è più costoso e una volta aperto deve essere consumato entro 48 ore.
Quando allattare al seno è un problema
Semaforo verde in caso di...
Malattie respiratorie e febbre
Le malattie infettive delle vie respiratorie o febbrili - influenza, bronchite, faringite e otite - non costituiscono una controindicazione. Nel corso di queste malattie non è neppure necessaria una sospensione temporanea dell’allattamento al seno. L’unica precauzione che si consiglia è di utilizzare una mascherina durante la poppata, per evitare di contagiare il bimbo con le microscopiche goccioline di saliva contenute nel respiro.
Miopia
La miopia non rappresenta di per sé una controindicazione all’allattamento, neppure se di grado elevato. La miopia, infatti, è un vizio di rifrazione: è la conseguenza di un eccessivo allungamento del globo oculare, di un’esagerata incurvatura della cornea e/o del cristallino. Dal momento che si tratta di un disturbo legato all’alterazione delle strutture dell’occhio, non può in alcun modo essere influenzato dall’attività della ghiandola mammaria.
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