lunedì 25 febbraio 2013

Guerra alla pappa

Guerra alla pappaVieni a incontrare incontrare Pamela Pace e Aurora Mastroleo al Palazzo delle Stelline a Milano il 15 maggio a: Kids - Crescere bambini felici, dove vi aspettano per parlare dei piccoli e grandi conflitti che nascono attorno al cibo.

Per info: www.kids.sferaeditore.it tel. 02/80501111 - 33619302


Per crescere un bambino deve prima di tutto nutrirsi: un istinto irrinunciabile, un gesto semplice. Eppure è proprio attorno al cibo che tra mamma e figlio possono nascere dei conflitti. Fin dall'allattamento... Se ne sono accorte Pamela Pace, psicoanalista e psicoterapeuta e Aurora Mastroleo, psicologa e psicoterapeuta, fondatrici dell’ Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus, centro per la prevenzione e la clinica dei disordini del comportamento alimentare in età pediatrica, di Milano, con un esperienza decennale nel problema, che ora hanno pubblicato SF amami, (Bruno Mondadori, 12 euro).
Il centro è l’unico del genere in Italia che ha attivato anche un numero verde per i genitori (800 644 622).
Pace e Mastroleo hanno condiviso con noi qualcuna delle loro storie, per aiutare i genitori a riflettere sul significato di quel che succede attorno al cibo.

Ribelli sul seggiolone
Non sporcarti, non buttare il pupazzo per terra, non gridare. E ancora non piangere, non sudare, non correre… Quante volte ripetiamo queste frasi? E quanto spazio diamo all’orologio (ora di fare la cacca, ora della nanna) senza tener conto del bambino? «La vivacità è del bambino, così come l’aggressività, come ogni altra emozione», dice la dottoressa Pace. «Insistere ad educare il bambino a essere “buono” a tavola rischia di far scatenare tutta l’aggressività repressa durante i momenti dei pasti. Ecco, allora, che il bambino sputa la pappa, la butta fuori. Sgridarlo non risolve. Ancora una volta, è stando insieme, cercando di conoscerlo ed amarlo come una persona diversa da sè e non una proprietà, che si costruisce una buona relazione».

Svezzamento : abitualo ai nuovi gusti

Svezzamento, abitualo a nuovi gusti"Lo svezzamento è un periodo molto delicato della vita di ogni bambino che abbandona un’alimentazione esclusivamente lattea per cibi dalle diverse consistenze. Si tratta di un passaggio importante che implica uno sforzo di adattamento del bambino che entra in contatto anche con nuovi sapori. Da non trascurare, poi, il distacco progressivo dal seno materno e la necessità di familiarizzare con nuove modalità di somministrazione del cibo", spiega Alberto Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria in occasione del Mese della Nutrizione Infantile.

In questa fase si instaurano alcune abitudini alimentari che il bambino porterà con sé nella sua crescita.
Gli alimenti devono essere introdotti secondo le indicazioni del pediatra che può valutare le reali necessità nelle varie fasi della crescita.

In questa fase, per il bambino è naturale sperimentare nuovi alimenti.
È bene approfittare di questa sua naturale tendenza prima che sopraggiunga il periodo fisiologico della cosiddetta “neofobia alimentare”, caratterizzato da una minore disponibilità ad accettare nuovi alimenti e sapori.

Proporre un alimento per volta, in piccole quantità, può essere uno strumento per abituare i bambini a nuovi gusti, contribuendo così alla varietà che è fondamentale per assicurare il giusto apporto di tutti i nutrienti, ma anche per evitare la monotonia alimentare che può favorire l’obesità.
È poi molto importante impostare la giornata alimentare in 4/5 pasti e partire con una buona colazione.

Dopo il digiuno notturno, la colazione è fondamentale per rispondere all’esigenza dell’organismo di fare fronte alle richieste energetiche. Fare regolarmente una colazione bilanciata aiuta a controllare il senso di fame e di sazietà nel corso della giornata, contribuendo così a prevenire il rischio di sovrappeso e obesità.

Svezzamento

SvezzamentoQual è l’età ‘giusta’ per cominciare lo svezzamento? Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suggeriscono di proseguire l’allattamento esclusivo al seno fino a tutto il 6° mese di vita. Poi, il latte materno potrà essere accostato alle prime pappe, con la necessaria gradualità. “La sua composizione, perfetta per le esigenze nutrizionali del piccolo, e la sua digeribilità ne fanno l’alimento ideale per i primi mesi”, sottolinea Riccardo Davanzo, neonatologo presso il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste. “I benefici delle poppate al seno sono numerosi sia per la salute del bebè che si giova di effetti protettivi a breve e a lungo termine per varie patologie, come obesità, diabete e ipertensione, sia per la mamma che gode di un maggior benessere psicofisico e vede diminuire il rischio di sviluppare in futuro un tumore al seno”.

Il latte materno è un alimento completo
Nel corso del secondo trimestre d’allattamento, può accadere però che la madre abbia qualche dubbio sull’opportunità di proseguire. Il più diffuso? Che il suo latte non riesca più a coprire il fabbisogno nutrizionale del bambino.


- “Questo timore è infondato”, spiega Davanzo. “La composizione dell’alimento materno presenta una concentrazione di grassi, proteine e zuccheri ideale per il piccolo ed è in grado di garantirgli un’alimentazione sufficiente anche in questa fase dello sviluppo”.

- Inoltre, il fatto che il bambino ‘cresca meno’ è fisiologico. “Non ci si può certo aspettare l’aumento ponderale delle prime settimane di vita. Come attestano i parametri di crescita, che individuano la normalità in una fascia delimitata da valori minimi e massimi, è senz’altro accettabile che l’incremento di peso, nel secondo trimestre, arrivi quasi a dimezzarsi: se nei primi tre mesi il bebè cresce mediamente di 170 grammi a settimana, dal quarto l’aumento di peso è di circa 90 grammi, mentre dal sesto si stabilizza in genere intorno ai 50.

- L’importante è che il piccolo cresca con regolarità e non si verifichino arresti. Il peso, poi, non va mai valutato come parametro a sé, ma correlato alla lunghezza”.

È pronto per la pappa?
Tenendo conto di queste premesse, osservare il bambino è il modo migliore per decidere i ‘suoi’ tempi di svezzamento.

- “Certi segnali fisici, ma anche le sue esigenze psicologiche e affettive, sono fondamentali per capire se è davvero pronto ad affrontare un nuovo modo di alimentarsi”, osserva l’ostetrica Sabina Pastura dell’Associazione ‘La lunanuova’ di Milano. “Ad esempio, l’interesse verso il cibo dei grandi: mentre i genitori cenano, infatti, il bimbo comincia a imitarli. Ciò non significa che abbia fame, ma che desidera condividere questo momento. Anche il fatto che sia in grado di stare seduto indica una certa maturità: per deglutire alimenti non liquidi, è indispensabile che ci sia una certa capacità di postura. Pure la comparsa del primo dentino può rappresentare un segnale indiretto della disponibilità del corpo a un cambiamento dell’alimentazione. Si badi bene, però, che la dentizione si verifica in tempi molto variabili, con casi di esordio precoce o - al contrario - tardivo”.

- In base a questi indizi, la madre può anche provare a introdurre qualche novità nella dieta del piccolo prima del compimento del sesto mese. “In ogni caso, consiglio di non offrire nuovi alimenti prima del quarto mese, per non perdere il beneficio di salute dell’esclusività dell’allattamento al seno”, aggiunge Davanzo.

Svezzamento : facciamo chiarezza

Svezzamento: facciamo chiarezza

Calendario


Si possono considerare superati i vecchi calendari dello svezzamento?

Da qualche anno assistiamo a un cambiamento di rotta rispetto al passato. Le raccomandazioni vanno in una nuova direzione.
Una volta i pediatri fornivano indicazioni chiare e dettagliate sull’introduzione degli alimenti. Ora le mamme sono lasciate più libere e ciò può creare qualche ansia.
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Iniziare


Quando cominciare a svezzare il bambino?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di aspettare i sei mesi di vita. Fino ad allora l'allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo. Ci sono casi in cui i genitori hanno la necessità di svezzare prima il bambino. In tal caso, lo svezzamento deve iniziare non prima delle 17 settimane e non dopo le 26 settimane di vita. Alle prime pappe, comunque, vanno affiancate le poppate: l’alimentazione deve cioè essere “complementare”.
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Regole


Con quale ordine introdurre i diversi alimenti?

L’ordine con cui introdurre i diversi alimenti nella dieta del bambino non riveste più l’importanza di un tempo. Bando quindi a un’impostazione troppo rigida. L’indicazione è di allattare al seno il bebè il più a lungo possibile e di svezzarlo rapidamente con alimenti vari.
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Allergie


Come comportarsi con gli alimenti allergizzanti?

Glutine, uova e pesce vanno introdotti subito, o quasi. Al riguardo gli esperti sono ormai d’accordo. I progressi della ricerca, infatti, hanno decretato che ritardare l'assunzione di questi alimenti non serve. È questa una delle principali novità degli ultimi anni.
“Alcuni studi mostrano addirittura che il numero di allergie alimentari aumenta se l’introduzione degli allergeni viene posticipata”, spiega Carlo Agostoni, tra gli autori del documento di Consenso dell’ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) e dell’EFSA (European Food Safety Authority).
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Occhio al glutine


Quando offrire i cibi che contengono glutine?

Non prima dei 4 mesi e non dopo i 7. Meglio se si sta ancora allattando, così da contrastare un’eventuale intolleranza.
E' sconsigliato posticipare l'introduzione del pane e della pastina, contenenti glutine: è opportuno sapere fin dall’inizio se il bambino è celiaco.
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Quali alimenti


E la mela grattugiata con cui si era soliti iniziare lo svezzamento che fine ha fatto?

Più che altro oggi è considerato inutile iniziare lo svezzamento offrendo la mela grattugiata o l’omogeneizzato di frutta. Gli alimenti utili al bebè sono quelli che contengono proteine e ferro, quindi è meglio iniziare con una pappa a base di carne e verdura. Poi l’importante è variare e alternare la carne al formaggio, alle uova e agli altri alimenti. Bisogna ricordare che il bambino si autoregola da sè.
Il menù lo sceglie il bambino, insomma, in base anche a quello che trova sulla tavola. Con il vantaggio di limitare le guerre per la pappa. Occorre tener conto della capacità di deglutizione e masticazione del bambino: per cui all’inizio gli alimenti vanno passati e grattugiati.
Il punto di riferimento, comunque, deve rimanere il pediatra che saprà rassicurare le mamme e i papà.
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Per gradi


Cosa dire della regola di introdurre un alimento per volta?

Anche questa è passata in secondo piano. Introdurre più sapori insieme, ad esempio verdure diverse, non è sbagliato. L’importante è abituare il bambino a mangiare sano ed equilibrato, e l’esempio dei genitori in questo senso è importante.
Ecco alcuni punti fermi: non favorire un eccesso di proteine (15-20 grammi al giorno sono sufficienti) a scapito di glucidi e lipidi; non introdurre il latte vaccino prima del compimento del primo anno; evitare il consumo di succhi di frutta e bevande zuccherate; evitare di aggiungere sale agli alimenti.
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Consigli


Quali sono le linee guida del Ministero per il primo anno di vita?

1. Il latte materno può essere adeguato come unico alimento del bambino per i primi 6 mesi di vita.

2. In alternativa e in aggiunta si useranno il latte artificiale dei primi mesi e poi il latte di proseguimento, evitando il latte vaccino.

3. A partire dal 6° mese di vita compiuto si svezza il bambino, continuando ad allattarlo (al seno o artificialmente).

4. L’allattamento al seno in aggiunta ai cibi solidi e semisolidi può proseguire anche nel secondo anno di vita e oltre, a discrezione della mamma.

5. Una volta iniziato lo svezzamento, si daranno da subito al bambino alimenti che forniscono ferro, ma senza esagerare nell’introduzione di alimenti ricchi di proteine.

6. Non ci devono essere remore nel largheggiare da subito con l’uso di alimenti ricchi di glutine.

7. Può essere indicata un’aggiunta di vitamina D nei casi di allattamento esclusivo al seno, qualora il pediatra ravvisi che esistono le condizioni per una scarsa stimolazione della cute a produrre autonomamente la vitamina D.

Svezzamento e poppate

Svezzamento e poppateE' intorno al sesto mese compiuto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di incominciare lo svezzamento. Le poppate, però, non vanno sospese. Alle prime pappe è bene continuare ad accostare il latte materno. La sua composizione, perfetta per le esigenze nutrizionali del piccolo, e la sua digeribilità ne fanno l’alimento ideale. Se il latte materno manca o non è sufficiente, si può adottare una formula di proseguimento che risponda ai bisogni del bambino.

Meglio rimandare, invece, l’appuntamento con il latte vaccino almeno per tutto il primo anno e anche oltre. Sebbene rappresenti un alimento importantissimo per adulti e ragazzi, è nutrizionalmente squilibrato: troppe proteine, assenza di acidi grassi essenziali, poco ferro biodisponibile e poche vitamine, specie la E, la D, la A e la C.

La composizione delle formule per l’infanzia, invece, si avvicina sempre di più all’alimento materno. Il consiglio è di chiedere il parere del pediatra per individuare quella con la composizione più adatta.

Quale dieta per il bambino

Quale dieta per il bambino?Dopo il primo anno di vita, quando il bambino è ormai svezzato, è bene impostare abitudini alimentari corrette. Educare sin dall’inizio i piccoli a una dieta sana aiuta a prevenire obesità, sovrappeso e malattie associate. Prima di tutto, bisogna assicurarsi che l’apporto proteico sia adeguato, ma non esagerato. Troppe proteine producono, infatti, una formazione eccessiva di adipociti, le cellule adipose che, se eccessivamente presenti nell’organismo, favoriscono l’accumulo di grasso e comportano rischio di obesità.

Il latte resta un alimento fondamentale, essendo ricco di calcio, una sostanza essenziale per lo sviluppo delle ossa. Quello di mucca, però, è difficile da digerire e da assimilare per i bambini piccoli. E’ troppo ricco di proteine e povero di ferro. Per questo è importante aspettare che il bambino compia almeno un anno prima di offrirglielo. Successivamente, se la mamma ha smesso di allattare al seno il bebè, si può valutare insieme al proprio pediatra quale latte è più adatto.

Inoltre, per assicurare ai piccoli un’alimentazione equilibrata, è utile seguire alcune semplici regole: proporre menù variati, scegliere cibi sicuri e di qualità, prepararli in modo da valorizzarne al meglio il gusto e il valor nutritivo. Tutto nel quadro di uno stile di vita salutare e senza dimenticare che l’esempio dei genitori è assolutamente fondamentale per i bambini.

Svezzamento : 6 cose da sapere

Svezzamento: 6 cose da sapere

Svezzare il bebè


Per svezzamento si intende l’introduzione dei primi cibi diversi dal latte. L’epoca migliore per iniziarlo, secondo quanto sostenuto dalla Comunità scientifica pediatrica, sono i sei mesi compiuti, salvo diversa indicazione del pediatra curante. Più in generale, si consiglia di non cominciare prima delle 17 settimane di vita compiute e di non rimandare oltre le 26 settimane di vita compiute.
Sei mesi dunque sono l’età più idonea, anche se a volte, specialmente se il bambino non cresce a un ritmo soddisfacente o se ci sono severi problemi di reflusso, può essere necessario affrontare questa tappa anche un mese prima. Comunque sia, ecco cosa è utile sapere.
 Svezzamento: 6 cose da sapere

Da quando a quando


Lo svezzamento dovrebbe iniziare a sei mesi e concludersi all’anno di vita: questo significa che nell’arco di sei mesi il bambino dovrebbe cominciare ad assumere la maggior parte degli alimenti.
Va precisato che non è mai stato dimostrato che sia meglio prediligere uno schema alimentare particolare: tutti gli alimenti sani, cioè poveri di grassi animali e cotti al forno, al vapore o lessati, possono essere inseriti nell’alimentazione del bambino.
 Svezzamento: 6 cose da sapere

Schema alimentare


Il criterio generale da seguire dovrebbe dunque essere quello di privilegiare sia la consuetudine alimentare della famiglia (per esempio, se in casa si mangia ogni giorno la pastasciutta anche il bambino può consumarla con la stessa frequenza) sia le preferenze del piccolo.
A quest’ultimo proposito, se, per esempio, al bambino non piace il formaggio, lo si può sostituire con la carne e il pesce senza insistere affinché lo assuma contro voglia.
 Svezzamento: 6 cose da sapere

Intolleranze


Per quanto riguarda il timore delle intolleranze alimentari, va detto che negli ultimi anni questo problema è stato molto sopravvalutato: in realtà le reazioni realmente avverse (comparsa di diarrea, vomito, orticaria anche associati a scarsa crescita) sono rarissime.
E’ certo, comunque, che se si inizia lo svezzamento mantenendo l’allattamento al seno il rischio di intolleranze alimentari diminuisce sensibilmente.
 Svezzamento: 6 cose da sapere

Grado per grado


L’ideale sarebbe dunque inserire gradualmente prima una pappa, poi la seconda, poi la merenda e lo spuntino di metà mattina, mantenendo due-tre poppate al seno (mattina e sera ed eventualmente merenda).
Di solito si comincia con la pappa di mezzogiorno e poi, dopo circa un mese, si può offrire la seconda pappa. Non è comunque obbligatorio seguire questa tradizione: se viene più comodo cominciare con la pappa a cena si può fare.
 Svezzamento: 6 cose da sapere

Pappa italiana


La prima pappa, soprattutto nel nostro Paese, è costituita da brodo vegetale; pastina (oppure crema di mais, riso e tapioca); un cucchiaino d’olio extravergine d’oliva; mezzo vasetto di omogeneizzato di carne (oppure 20-30 grammi di carne frullata).
In alternativa alla carne si possono dare 10 grammi di parmigiano. Il pesce può essere introdotto nello stesso periodo della carne e rappresenta la sua più adeguata alternativa. Non è vero che si deve cominciare lo svezzamento con la frutta: si può anche iniziare con la pappa.
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Metodi di cottura


Le regole generali da seguire sono: non aggiungere sale alle pappe e neppure nell’acqua di cottura della pastina. Gli alimenti destinati al bambino vanno cotti al forno, al vapore o lessati senza l’aggiunta di condimenti.
Per evitare che si attacchino alla pentola si possono utilizzare acqua o brodo. L’olio extravergine d’oliva va dato sempre a crudo. Cracker e biscotti possono essere offerti in piccole quantità.